Lunigiana

Dintorni

Fuori dalla porta, il silenzio dei boschi e dei crinali. E, quando hai voglia di muoverti, il mare a mezz’ora e cento castelli in giornata: da Castevoli si raggiunge quasi tutto ciò che vale un viaggio.

Prima di tutto

Il lusso di essere lontani da tutto

Prima del mare e dei castelli, il bene più prezioso di Castevoli è il silenzio. Qui si è circondati dal nulla — boschi, crinali, il vento fra i castagni e il rumore dell’acqua del torrente Geriola — e questo, di questi tempi, è una ricchezza rara.

Lontano dal traffico e dallo stress, la giornata la scandiscono i suoni della natura. Si va da una passeggiata lenta nel bosco, con la valle che si apre a ogni curva, fino alle salite più impegnative verso le vette che chiudono l’orizzonte, dove il panorama toglie il fiato. E nella stagione giusta, con un cesto e un po’ di pazienza, si torna a casa con i funghi.

Poi, se invece hai voglia di viaggiare, c’è tutto il resto: il mare, i castelli, le città d’arte, tutti a portata di giornata.

Cosa vedere

Una terra di castelli

La Lunigiana è la «terra dei cento castelli»: nel Medioevo ogni poggio, ogni ansa del Magra ebbe la sua rocca, quasi sempre dei Malaspina. Se il fascino dei manieri medievali ti prende, qui vai a nozze: attorno a Castevoli se ne contano a decine — tocca un segnaposto sulla mappa per conoscerli.

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Scegli un castello

Tocca un segnaposto e si apre la sua scheda: i più grandi sono i castelli noti della Lunigiana, i più piccoli le rocche del contado a un passo da Castevoli.

I grandi della Lunigiana

Castello del Piagnaro

Pontremoli

All’estremità nord della Lunigiana, il Piagnaro veglia su Pontremoli e sui valichi della via Francigena fin dall’XI secolo. Deve il nome alle «piagne», le lastre di arenaria dei tetti lunigianesi, e oggi custodisce il celebre Museo delle Statue Stele.

I grandi della Lunigiana

Castello Malaspina di Fosdinovo

Fosdinovo

Arroccato sulle alture che dominano la piana del Magra fino al mare, è fra i castelli meglio conservati della Lunigiana. Fu la corte dei Malaspina dello Spino Fiorito, dal 1340 marchesato di Spinetta «il Grande»; la tradizione vuole che vi soggiornasse Dante esule.

I grandi della Lunigiana

Fortezza della Verrucola

Fivizzano

Non un semplice castello, ma un intero borgo-fortezza: fu la roccaforte di Spinetta Malaspina «il Grande» nella Lunigiana orientale. Conserva l’impianto medievale con la sala d’armi voltata su un unico pilastro ottagonale; dal 1977 è stata dimora dello scultore Pietro Cascella.

I grandi della Lunigiana

Fortezza della Brunella

Aulla

Una fortezza bastionata rinascimentale su uno sperone di roccia, là dove il Magra riceve l’Aulella. Pianta quadrata, quattro torri angolari e un profondo fossato; oggi ospita il Museo di Storia Naturale della Lunigiana.

I castelli di casa

Castello di Lusuolo

Mulazzo

Il suo borgo fortificato domina la riva destra del Magra di fronte a Castevoli e si riconosce dall’autostrada fra Aulla e Pontremoli. Feudo dei Malaspina dello Spino Secco — lo stesso ramo di Castevoli — passò ai Medici nel 1575; oggi è sede del Museo dell’Emigrazione.

I castelli di casa

Castello Malaspina di Tresana

Tresana

Sorge su una rocca a picco che domina la piana dell’Osca, poco a valle di Castevoli. I suoi marchesi Malaspina ebbero il raro privilegio della zecca e vi batterono moneta dal 1571; dopo secoli di rovina è in restauro dal 2010.

I castelli di casa

Castello di Malgrate

Villafranca in Lunigiana

Inconfondibile per la torre cilindrica slanciata, alta oltre venticinque metri, fra le più belle della Lunigiana. Presidiava il lato destro della valle come cerniera fra Bagnone, Villafranca e Filattiera; oggi è restaurato e demaniale.

I castelli di casa

Castello di Castiglione del Terziere

Bagnone

Castello malaspiniano dell’alta Lunigiana, a lungo sede di vicariato. Negli anni Settanta il bibliofilo Loris Jacopo Bononi lo restaurò e lo trasformò in un centro di cultura, radunandovi prime edizioni e incunaboli.

I castelli di casa

Castello di Malnido

Villafranca in Lunigiana

Le sue rovine fascinose vegliano su Villafranca lungo la via Francigena. Era dello stesso ramo ghibellino di Castevoli — i Malaspina dello Spino Secco — e al tempo di Dante rispondeva a Franceschino Malaspina di Mulazzo; quasi integro fino al 1944, fu ridotto in rovina dalla guerra.

Le rocche del contado

Castello di Mulazzo

Mulazzo

Capitale del ramo malaspiniano dello Spino Secco — lo stesso di Castevoli — Mulazzo conserva del suo castello la Torre di Dante, ciò che resta di una fortezza dei secoli XII-XIII. La tradizione vuole che vi soggiornasse Dante esule: nel borgo la «Casa di Dante in Lunigiana» e il Museo Archivio Malaspina ne custodiscono la memoria.

Le rocche del contado

Castello di Castagnetoli

Mulazzo

Poco a monte di Mulazzo, Castagnetoli fu il «Castello, o sia Palazzo» di un piccolo marchesato imperiale dei Malaspina dello Spino Secco. Con Tresana e Giovagallo passò ai Corsini nel 1659; del palazzo marchionale, poi alienato, resta il ricordo nel borgo, insieme all’antica tradizione delle pattone di castagne.

Le rocche del contado

Castello di Gavedo

Mulazzo

Sorge nel fondovalle a un passo da Castevoli, là dove l’antica via delle pievi risaliva verso il borgo lungo il torrente Geriola. Fortificazione a pianta quadrata forse dei secoli XI-XII, con torre e una parte residenziale aggiunta più tardi, oggi restaurata.

Le rocche del contado

Castello di Groppoli

Mulazzo

Centro dell’antico marchesato di Groppoli, sulla destra del Magra, feudo dei Malaspina e poi dei genovesi Brignole-Sale. Il vecchio castello, «in sito piuttosto alpestre», fu abbandonato quando nel 1642 i marchesi gli preferirono un nuovo palazzo affidato all’architetto Giambattista Bianchi.

Le rocche del contado

Castello di Montereggio

Mulazzo

Sede di un piccolo feudo Malaspina staccatosi da Mulazzo nel 1573 e riunito nel 1647, in posizione montana verso i valichi della Francigena. Oggi Montereggio è celebre come «paese dei librai»: dai suoi venditori ambulanti di libri nacquero librerie in mezza Italia.

Le rocche del contado

Castello di Pozzo

Mulazzo

Arroccato sopra la sua frazione, fu il palazzo marchionale del feudo di Monteregio e Pozzo. Qui, nel 1646, si tolse la vita l’ultimo marchese Ottavio: rimasto senza eredi, il feudo tornò per sempre a Mulazzo. Repetti lo registrava come «casale già castello», con la sua cappella gentilizia.

Le rocche del contado

Castello di Giovagallo

Tresana

Di questo castello dei Malaspina restano romantici ruderi, ma il nome è grande in poesia: fu il feudo di Moroello Malaspina «il Giovane», il «vapor di Val di Magra» di Dante, e di Alagia Fieschi, ricordata nel Purgatorio. Messo in sicurezza dal 2023, è valorizzato come luogo dantesco.

Le rocche del contado

Castello di Villa di Tresana

Tresana

Fra i castelli meglio conservati del Tresanese: una compatta fortificazione trecentesca a pianta rettangolare che domina il borgo di Castello di Villa, un tempo tappa di rifugio per i pellegrini della Francigena. Legato a Villafranca fin dal 1266, è privato ma ben visibile dall’esterno.

Oltre i castelli

Pietra, acqua e mare

Ma la Lunigiana non è solo castelli: fra un crinale e l’altro custodisce borghi di pietra e pievi romaniche, le enigmatiche statue stele della preistoria raccolte nei suoi musei, le gole scavate dai torrenti e le rovine di un’intera città romana — e a poca distanza il mare della Versilia e delle Cinque Terre. Ecco da dove cominciare.

Statue stele lunigianesi esposte nel museo di PontremoliFoto: Cristina Maioglio · CC BY-SA 4.0

Le statue stele

I «documenti di pietra» della Lunigiana: figure umane scolpite fra l’età del Rame e quella del Ferro, dai volti appena sbozzati ed enigmatici. Sono raccolte nel museo di Pontremoli, e alcune vennero dallo stesso territorio di Mulazzo. Molte riaffiorarono reimpiegate come pietra da costruzione: se guardi bene, un frammento può ancora spuntare nel muro di una casa o di una cantina.

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L’anfiteatro romano dell’antica città di Luni, con i monti sullo sfondoFoto: Phyo91 · CC BY-SA 4.0

L’antica Luni

La città romana che dà il nome all’intera Lunigiana. Fondata nel II secolo a.C., fu un grande porto da cui partiva il marmo delle Apuane; poi il mare si ritirò e la malaria la spense, lasciandola ai campi. Oggi se ne visitano le rovine — l’anfiteatro, il foro e i mosaici — e il museo archeologico che ne raccoglie i reperti.

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La «Porta Toscana» al passo della Cisa, con il sentiero della via Francigena che sale verso la LunigianaFoto: Paulusburg · CC BY-SA 4.0

La via Francigena

Il percorso religioso e mercantile che dal nord Europa portava a Roma. In Lunigiana passa da Fornovo, Berceto e Pontremoli, valica la Cisa e scende all’antico scalo di Luni.

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Gli stretti di Giaredo, gole di roccia con acqua verde sul torrente GordanaFoto: Farfalle in Cammino · CC BY-SA 4.0

La sorgente del Magra

Il Piscio di Pracchiola, con la sua cascata di trenta metri. Poco distanti gli stretti di Giaredo e la grotta della Colombara, per chi vuole immergersi nella natura.

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Come arrivare

Dove siamo

Castevoli è in Lunigiana, all’estremo nord della Toscana, dove si toccano Liguria ed Emilia. L’autostrada della Cisa (A15) e la stazione di Pontremoli sono a pochi minuti; il resto è crinale, castagni e strade che salgono.

  • 25 km da La Spezia e dalle Cinque Terre
  • 50 km dalle spiagge della Versilia
  • 92 km da Pisa e dal suo aeroporto
  • 98 km da Parma

Castevoli, Mulazzo (MS) — 44°17′26″N 9°54′29″E · Apri la mappa

Restare

E chi si ferma più a lungo

C’è chi, dopo esserci passato, decide di non ripartire. Nel borgo la comunità si ritrova d’estate, e alcune case di pietra aspettano solo qualcuno che le reinventi.

Vivere il borgo